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Ankara sfida l'opinione pubblica. Si del parlamento turco all'invio di soldati in Libano

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Ankara sfida l'opinione pubblica. Si del parlamento turco all'invio di soldati in Libano

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La Turchia invierà un proprio contingente in Libano. Lo ha deciso il parlamento di Ankara, con 340 voti a favore e 192 contrari, al termine di una seduta segnata dalle vivaci contestazioni dell’opposizione. Secondo il ministro degli Esteri Gul, la forza turca non supererà il migliaio di soldati e in nessun caso sarà impiegata in combattimenti. Una serie di limitazioni che però non sono bastate a placare le rimostranze di ampi settori dell’opinione pubblica, contrari all’invio di truppe. In tutto il paese ieri si sono svolte manifestazioni di protesta. Nonostante l’84 per cento dei turchi, e lo stesso capo dello Stato, si siano dichiarati contrari alla missione, il governo di Ankara intende spendere il suo via libera come un contributo in vista dell’integrazione europea.

Poche ore dopo il voto del parlamento, è atterrato nella capitale turca il segretario generale dell’Onu, Kofi Annan, da giorni impegnato in una offensiva diplomatica nella regione. “Siamo di fronte a un vero e proprio sforzo internazionale, e credo che se uniamo gli sforzi, con buona volontà e determinazione potremo risolvere la crisi”, ha detto Annan. La Turchia, sebbene paese musulmano, da tempo intrattiene rapporti di cooperazione economica e militare con Israele.