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La sfida di Blair alla delinquenza minorile

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La sfida di Blair alla delinquenza minorile

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Dal teppismo giovanile la Gran Bretagna non riesce, proprio, a guarire. L’ultima moda è l’happy slapping, lo schiaffo lieto. Si individua la preda, la si prende a sberle senza una ragione e si filma la scena con il videofonino per poi diffonderla su Internet. Le statistiche parlano di 66 mila comportamenti antisociali al giorno con protagonisti i giovani britannici. Ogni anno 200 mila minori del Regno Unito hanno a che fare con la Giustizia.

Da quando è al potere Tony Blair ha alternato la politica del bastone a quella della carota, senza risultati. Le violenze, invece di diminuire, aumentano. Nel 1999 i laburisti hanno provato a mettere un freno al fenomeno con l’ASBO, acronimo di ordinanza contro il comportamento antisociale. Emessa da un giudice, non ha effetti sul piano penale, ma permette di limitare la libertà personale dei violenti. Quasi la metà delle ordinanze emesse in 7 anni riguarda minori.

Secondo la migliore tradizione della sinistra, il governo Blair non ha badato solo alla repressione. Ma neppure le politiche di prevenzione hanno prodotto risultati apprezzabili. E siamo in Gran Bretagna, dove la crescita economica è costante da 12 anni e la disoccupazione sotto il 5,5% e in continuo calo.

Ma c‘è chi non arriva a fine mese, chi sopravvive di stenti. Il tasso di povertà della popolazione infantile britannica è tra i piú elevati dei paesi ricchi. Bambini che vivono in famiglie il cui reddito è la metà della media nazionale. L’Italia sta ancora peggio.

Altro dato indicativo: il tasso di maternità delle adolescenti britanniche è il piú elevato dell’Europa occidentale. Un elemento che accresce i rischi di povertà infantile. Questo fenomeno è considerato dagli esperti come una delle cause principali della violenza giovanile. Il governo vuole risolvere la questione entro il 2020.