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Petrolio: riparte il progetto d'oleodotto Burgas-Alexandroupolis

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Petrolio: riparte il progetto d'oleodotto Burgas-Alexandroupolis

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Dal mar Nero all’Egeo senza passare dallo stretto del Bosforo: l’idea non è nuova, le strette di mano sì. Russia, Grecia e Bulgaria hanno deciso di rilanciare il progetto – vecchio di dodici anni – di un oleodotto che, di fatto, trasformerà la Grecia in un hub di transito petrolifero fondamentale per l’Europa occidentale. E per Gazprom, che avrà così accesso diretto al Mediterraneo.
Il presidente russo, Vladimir Putin, ha incontrato il suo omologo bulgaro, Georgi Parvanov, e il premier greco Kostantinos Karamanlis.

“La Russia – ha ricordato Putin – è uno dei principali fornitori del mercato energetico europeo e mondiale, e Grecia e Bulgaria sono da tempo divenuti partner affidabili in questo campo. “
“La Russia – ha aggiunto Putin – non pone condizioni particolari. Vogliamo solo che i progetti di questo tipo trovino l’accordo dei nostri partner tradizionali”

La Russia, ad oggi, copre il 30% del fabbisogno petrolifero greco, e l’80% della domanda di gas.

Dal 2009, il greggio russo dal terminale di Novorossysk potrà giungere via mare a Burgas, in Bulgaria, e da lì imboccare l’oleodotto che terminerà la corsa, 280 chilometri più in là, nel porto greco di Alexandroupolis. Per un costo stimato in settecento milioni di euro, la struttura avrà una capacità annua di circa 35 milioni di tonnellate, a pieno regime.

Il progetto era stato praticamente abbandonato anni fa, ma ora i prezzi raggiunti dal petrolio e l’aumento esponenziale del traffico attraverso il Bosforo sono fattori che spingono ad accelerare.
Il via libera politico è stato dato, resta il disaccordo su alcuni punti non irrilevanti: come, per esempio, chi debba essere l’azionista di controllo. Un ruolo che i russi rivendicano a Gazprom.