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Le navi italiane in rotta verso il Libano. Giunti a Beirut altri 100 militari francesi

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Le navi italiane in rotta verso il Libano. Giunti a Beirut altri 100 militari francesi

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L’operazione “Leonte” ha preso il via con la partenza delle cinque navi italiane riunite a trenta miglia al largo di Brindisi. I 2153 militari sono attesi in Libano venerdì. A Tiro sbarcheranno i primi 800 uomini che andranno a rafforzare a terra la Forza d’interposizione delle Nazioni unite. Prima della partenza sulla portaerei Garibaldi, che comanderà il dispositivo italiano, c‘è stato il saluto ufficiale del primo ministro Romano Prodi e del responsabile della Difesa Arturo Parisi. Già arrivate invece nella capitale libanese altre 100 unità del genio francese, con gli equipaggiamenti necessari alla ricostruzione di 15 ponti distrutti dai bombardamenti israeliani, ma anche con 13 blindati e con sistemi di artiglieria terra-terra. Entro metà settembre il numero di truppe francesi dovrebbe toccare le 900 unità.

Altro compito fondamentale nel sud del Libano è la rimozione di mine e armamenti inesplosi. In prima linea c‘è l’Ong Mag. “Una sub-munizione – spiega Federic Gras supervisore dello sminamento – può colpire con biglie a 360 gradi e causare danni anche a mezzi blindati”. Nel sud del Libano ci sono migliaia di cluster bombs, bombe a grappolo. Gli sminatori ne neutralizzano circa 170 al giorno ma gli incidenti sono inevitabili. I tre o quattro giornalieri coinvolgono soprattutto bambini.