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L'Onu chiede nuove truppe velocemente sul terreno

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L'Onu chiede nuove truppe velocemente sul terreno

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Kofi Annan, in visita in Israele, insiste sull’urgenza di moltiplicare i militari dell’Unifil sul terreno, in Libano, e sulla liberazione dei soldati dello stato ebraico sequestrati dai guerriglieri Hezbollah. Il rapimento, seguito ad uno analogo nella Striscia di Gaza, aveva dato inizio alla guerra. Annan, che oggi si intratterà con il primo ministro israeliano Ehud Olmert, ha incontrato i familiari degli ostaggi. “Siamo molto preoccupati – dice la moglie di uno dei soldati – perché finora nessuna delle tre famiglie ha ricevuto segni di vita. So, o meglio spero, che l’Onu prenda le sue responsabilità”. Sviluppi potrebbero giungere quando cesserà l’isolamento libanese, definito “umiliante” da Annan, e il Paese potrà riprendere i normali scambi commerciali.

“La mia speranza – ha detto il segretario generale dell’Onu – è che con la prossima partenza di francesi e con l’inizio, venerdì, del dispiegamento degli italiani possiamo raddoppiare relativamente presto i 2.500 uomini che abbiamo sul terreno in modo che le truppe israeliane possano ritirarsi”. Con il ministro israeliano della difesa Amir Peretz l’intesa pare esserci. L’embargo marittimo potrebbe essere il primo a saltare. Israele ha annunciato di volerlo togliere all’arrivo delle navi da guerra dell’Onu, che impediranno che gli Hezbollah si riforniscano di armi via mare.