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Iran, Siria, Libano: il ministro degli esteri francese Douste-Blazy parla delle scelte diplomatiche di Parigi

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Iran, Siria, Libano: il ministro degli esteri francese Douste-Blazy parla delle scelte diplomatiche di Parigi

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Negoziati con l’Iran, fermezza con la Siria, il futuro del Libano… l’Unione Europea come attore nello scacchiere internazionale: ai microfoni di EuroNews, il ministro degli esteri francese Philippe Douste-Blazy ha spiegato le linee guida della diplomazia di Parigi nel quadro della crisi mediorientale.

EuroNews: Signor ministro, il presidente francese Chirac ha criticato l’atteggiamento avuto dall’Europa nella crisi del Libano. Che cosa si aspettava la Francia dai suoi partner dell’Unione europea?

Philippe Douste-Blazy, Ministro degli esteri francese: L’Unione Europea deve diventare un’Europa politica e noi abbiamo fatto molti progressi in tema di politica estera e di sicurezza comune, ma è vero che, rispetto alla crisi israelo-libanese, all’inizio abbiamo visto che ciascuno reagiva un po’ a modo suo. Un volto, un’immagine propriamente europei non si sono manifestati. Ho visto con piacere come, alla fine del mese di luglio, i miei colleghi europei, i ministri degli esteri dei 25, si siano avvicinati alle posizioni francesi. In definitiva, credo che si debbano trarre due lezioni da questa esperienza: è stata un successo diplomatico dell’Europa, poiché è l’Europa, l’Unione europea, che costitusce la spina dorsale dell’UNIFIL rinforzata ma, nello stesso tempo, c‘è stata una mancanza di rapidità, di reattività politica.

EuroNews: E per ovviare a ciò, anche se si tratta di un progetto, un eventuale progetto, non sarebbe meglio, ad esempio, prendere le decisioni di politica estera a maggioranza qualificata?

Douste-Blazy: Lei affronta quello che è uno dei temi centrali della Costituzione europea, insieme alla nomina di un eventuale ministro degli esteri europeo. In ogni caso, se l’Unione Europa vuole giocare un ruolo, domani, sul piano globale – ed è questo che noi auspichiamo – a livello politico sarà effettivamente necessaria una maggiore rapidità di reazione. In questo caso specifico, una maggioranza qualificata non avrebbe cambiato le cose, perché quasi tutti erano d’accordo.

EuroNews: Torniamo al Libano, può sopravvivere un paese come il Libano, che ha al proprio interno un’organizzazione politica armata? Parlo di Hezbollah…

Douste-Blazy: La mia opinione è che il disarmo delle milizie, e in particolare di Hezbollah, si farà a partire da due elementi: in primo luogo, il dispiegamento dell’esercito libanese nel sud del Libano. L’esercito potrà sequestrare le armi, se le troverà: il presidente del parlamento libanese Nabih Berri me l’ha detto quando sono andato più volte a Beirut, nei mesi di luglio e agosto. E in secondo luogo, il fatto che ci sia una sorta di progressione: dal movimento armato Hezbollah al partito politico Hezbollah.

EuroNews: Si, ma si potrebbero anche prevedere nuove difficoltà, visto che una delle conseguenze di questa guerra è che Hezbollah ha conquistato una notorietà e un prestigio ancora maggiori, non soltanto in Libano, ma nel resto del mondo arabo e mussulmano.

Douste-Blazy: C‘è una radicalizzazione progressiva dell’opinione pubblica da una parte e dall’altra, nei paesi arabi e all’interno di Israele. Questa radicalizzazione mi preoccupa molto, perché a un dato momento, qualcuno può servirsi del sentimento di umiliazione, di povertà, del fossato fra l’occidente da una parte e questi paesi dall’altra, in materia di educazione, di salute pubblica, di tenore di vita, per radicalizzare ancor di più i movimenti. E’ così che è nato Hamas, è così che è cresciuto Hezbollah.

EuroNews: Un’altra conseguenza del conflitto è il ritorno alla ribalta delle organizzazioni libanesi filo-siriane. In questo contesto, la Francia manterrà la sua posizione di fermezza nei confronti della Siria?

Douste-Blazy: Abbiamo un grande punto di riferimento internazionale per questa regione del mondo: è la risoluzione 1595, una risoluzione che è stata votata all’unanimità dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, compreso il rappresentante della Lega Araba. Si tratta molto semplicemente di fare una commissione d’inchiesta giudiziaria internazionale, per smascherare i responsabili dell’assassinio di diverse personalità del mondo politico libanese, come il primo ministro Rafik Hariri, ma anche del mondo parlamentare libanese, nonché della società civile, del giornalismo libanese. Il giudice Brammertz è al lavoro. Occorre che le autorità siriane, come quelle libanesi del resto, e di tutto il mondo, cooperino con grande onestà e trasparenza. Chi ha ucciso quelle persone?

EuroNews: Israele mantiene il blocco aereo e navale sul Libano. Secondo lei, questo blocco è giustificato?

Douste-Blazy: Chiedo alle autorità israeliane di togliere l’embargo sull’aeroporto di Beirut e sui porti libanesi. In Libano non ci può essere ricostruzione politica, l’economia non può ripartire se questo blocco continua.

EuroNews: All’ONU, la Francia voterà a favore di sanzioni contro l’Iran se Teheran si rifiuterà di fermare il proprio programma di arricchimento dell’uranio?

Douste-Blazy: Ho l’impressione che gli iraniani vogliano organizzare un negoziato o un dibattito. Ci tengo a dire che anche la Francia auspica il dialogo con gli iraniani, a condizione che si tratti di un dialogo concreto, trasparente con i nostri partners, e costruttivo. Anche noi poniamo la sospensione dell’arricchimento dell’uranio come condizione. Ma nella misura in cui gli iraniani vogliono dialogare è importante farlo. Perché? Perché la Francia farà di tutto per evitare lo scontro. E’ necessario che la comunità internazionale non si divida, non si spacchi a metà. Questa, del resto, sarebbe una vittoria per gli iraniani.