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Il premier polacco respinge le accuse di omofobia per il suo paese

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Il premier polacco respinge le accuse di omofobia per il suo paese

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“Venite a visitare la Polonia, non è un paese antisemita, omofobo, e razzista”, lo ha dichiarato il primo ministro polacco, nella sua prima visita a Bruxelles. Jaroslaw Kaczynski ha voluto eliminare ogni malinteso. Il presidente della commissione Barroso ha da parte sua invitato il premier a partecipare piú attivamente nella costruzione europea rispettandone valori.

“Ho detto al presidente Barroso che la Polonia è una democrazia – ha dichiarato Kaczynski- e rimarrà una democrazia. E’ un paese con un’ecomomia di mercato e continueremo a lavorare per consolidare il mercato. I cambiamenti in corso oggi in Polonia servono proprio a raffozare la democrazia, lo stato di diritto e il mercato, rimuovendo quanto c‘è stato di cattivo ed eliminando gli ostacoli al nostro sviluppo”.

Ma sullo sviluppo dell’economia di mercato la commissione europea ha qualche dubbio. Contesta oltre 400 milioni di euro in aiuti di stato che la Polonia ha concesso ai cantieri navali di Danzica e Gdynia. Bruxelles ha dato tempo fino alla fine della settimana alle autorità polacche perchè forniscano un piano di ristrutturazione.

La commissione si preoccupa anche del deterioramento delle relazioni tra la Polonia e la Germania, per il progetto di gasdotto che dalla Russia raggiungerà le coste tedesche, aggirando il territorio polacco. Varsavia sembra aver assunto un’attitudine sempre piú euroscettica, contraria alla costituzione europea, è l’unico paese fra i nuovi membri che non ha fissato una data per il passaggio all’euro.

Ma soprattutto a destare l’inquietudine di politici ed eurodeputati è il razzismo di cui sono vittima gli omosessuali in Polonia. Due anni fa, il presidente polacco, Lech Kaczinksi, allora sindaco di Varsavia, aveva vietato la gay parade, affermando che rappresenta una minaccia per la civiltà.