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Annan incasso i no di Israele, ma resta fiducioso sulla riuscita della missione

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Annan incasso i no di Israele, ma resta fiducioso sulla riuscita della missione

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Non fanno leva su Israele le insistenti pressioni di Kofi Annan per levare il blocco aereo-navale che grava sul Libano dal 12 luglio. Il premier israeliano Ehud Olmert ha ribadito il suo no per il momento, ricordando che l’isolamento del Libano finirà quando tutte le condizioni previste dalla risoluzione 1701 saranno attuate.

Stessa motivazione per giustificare il mancato ritiro israeliano finora dal sud del Libano. I soldati di Tsahal faranno marcia indietro quando la forza multinazionale si sarà dispiegata nel sud del Libano. Il segretario generale dell’Onu ha incassato il rifiuto israeliano ma ha cercato di non perdere l’ottimismo e riferendosi alla forza d’interposizione ha dichiarato che spera che nei prossimi giorni riescano a posizionarsi nel sud del Paese dei cedri 5000 soldati, il doppio di quanto finora previsto.

Condizione che dovrebbe permettere il ritiro di Tsahal. Ma anche per la liberazione dei soldati israeliani, rapiti da Hezbollah, Annan ha ottenuto un niente di fatto per il momento. Di fronte alle famiglie dei rapiti, il segretario generale dell’Onu si è impegnato personalmente per una soluzione positiva del caso.

Hezbollah ha affermato che il rilascio dei militari è previsto solo nell’ambito di uno scambio di prigionieri. Il leader del Partito di Dio, Nasrallah, nei giorni scorsi, ha comunque dichiarato che se avesse conosciuto le conseguenze del sequestro, lo avrebbe evitato.