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Matrimonio Intesa-San Paolo Imi: i dubbi di Credit Agricole

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Matrimonio Intesa-San Paolo Imi: i dubbi di Credit Agricole

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La Borsa guarda con prudenza alla nascita del nuovo colosso bancario italiano. Nel primo giorno di contrattazioni dopo l’annuncio della fusione tra Intesa e San Paolo Imi, i titoli dei due istituti di credito hanno denunciato, entrambi, perdite considerevoli a Piazza Affari. Le azioni di Intesa e San Paolo scontano le prese di beneficio, nonostante la vivacità degli scambi.

Chi non nasconde una certa preoccupazione per il matrimonio è Credit Agricole, l’istituto di credito francese primo azionista di Intesa e destinato a restare tale anche dopo la fusione. Pur avendo dato il proprio assenso all’operazione, i vertici dell’istituto francese hanno subordinato il sí definitivo a un accordo che ne tuteli gli interessi.

Credit Agricole scenderà dal 17,8% al 9,1% del capitale sociale della nuova banca con una perdita di utili per azione intorno al 5%. Vuole essere certa di conservare le attuali opzioni che riguardano i finanziamenti per i consumi familiari e il risparmio gestito.

Potrebbe invece cedere, anche se non subito, la propria partecipazione l’altra banca straniera interessata all’operazione, la spagnola Santander, destinata a scendere dall’attuale 8,5% detenuto in San Paolo al 4,2% a fusione perfezionata.