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Libano: tregua sempre più fragile. Italia pronta con 3.000 uomini. Parigi promette rinforzi

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Libano: tregua sempre più fragile. Italia pronta con 3.000 uomini. Parigi promette rinforzi

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Una forza internazionale si fa attendere e nel Sud del Libano 3 soldati dell’esercito regolare di Beirut sono morti durante le operazioni di bonifica delle aree minate. Il vertice di ieri a Bruxelles è servito a fare il punto: l’Italia ha ribadito la propria disponibilità a contribuire con un contingente di 3.000 uomini. Ma il Presidente del consgilio Romano Prodi chiede un impegno che sia internazionale.

Mentre la tregua dimostra sempre più la propria fragilità, con scontri a fuoco a Sheeba, il Primo ministro francese Dominique De Villepin ha ricevuto a Parigi il ministro degli Esteri israeliano Tzipi Livni che oggi discuterà della crisi libanese anche con Massimo D’Alema.

Parigi intanto ha aperto ad un impegno più consistente: “La Francia ha raddoppiato il proprio contingente ed ha 1.700 uomini che danno supporto logistico alle truppe Unifil” ha detto De Villepin. “Dunque allo stato attuale siamo il Paese che fornisce il maggior contributo sul terreno”.

E mentre Israele assicura che il rapido dispiegamento di una forza Onu potenziata sarà il presupposto per togliere il blocco imposto sul Libano, resta la posizione della Siria che ha opposto un rifiuto al dispiegamento di truppe al proprio confine.

In Israele e Libano, ma forse anche in Siria ed Iran, viaggerà il Segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan. “L’Iran deve far parte di un dialogo sulla crisi in Medio Oriente” ha detto Annan che auspica di vedere un primo contingente in Libano entro il 28 agosto.