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Giornalisti rapiti a Gaza: il video di un gruppo sconosciuto chiede la liberazione dei musulmani nelle carceri USA entro 72 ore. Nessuna trattativa

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Giornalisti rapiti a Gaza: il video di un gruppo sconosciuto chiede la liberazione dei musulmani nelle carceri USA entro 72 ore. Nessuna trattativa

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Nessun vessillo, nessun altro ripreso nel filmato se non i due ostaggi. E un volantino a nome di un gruppo sconosciuto con un ultimatum di settandadue ore per uno scambio di prigionieri. La condizione per la liberazione del cameraman neozelandese Olaf Wiig, è lui a parlare, siamo ben trattati, dice, chiedendo alle famiglie di fare pressione a livello politico, e del giornalista statunitense Steve Centanni, entrambi corrispondenti del canale americano Fox News, sono la liberazione di tutti i prigionieri musulmani nelle carceri USA.

Dalla sua residenza in Giordania il presidente palestinese Mahmud Abbas offre un possibile profilo dei rapitori:“Non sono la jihad islamica; forse un gruppo nuovo o magari fasullo. comunque seguiamo la vicenda da vicino e teniamo alla loro liberazione e ritorno a casa”.

Video e volantino giunti ieri a nome delle “brigate della santa jihad”, sigla sconosciuta finora, sono il primo segnale giunto dopo il rapimento dei due giornalisti avvenuto il quattordici agosto a Gaza. Hamas nega di conoscere il gruppo.

Tra i colleghi nella redazione di Gaza l’apprensione è palpabile, il producer Abed Abu Askar lancia il suo personale appello perché vengano liberati. Gli Stati Uniti per bocca del console a Gerusalemme Micaela Schweitzer Blum hanno già respinto qualsiasi trattativa. L’ultimatum imposto dai rapitori è di settantadue ore a partire dalla scorsa mezzanotte, senza precisare le eventuali ritorsioni. Si tratta del più lungo sequestro a Gaza da un anno a questa parte.