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Libano: vertice Ue venerdì sulla forza Onu. Assad: un contingente al confine siriano è un atto ostile

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Libano: vertice Ue venerdì sulla forza Onu. Assad: un contingente al confine siriano è un atto ostile

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Le truppe regolari libanesi sono ormai nel Sud del Paese ma la situazione, e sul terreno e sul piano diplomatico, non sembra in vista d’una soluzione imminente. L’esercito di Beirut, male armato e peggio organizzato, a fatica potrà contrastare il radicamento di Hezbollah.

L’Italia si dice pronta a fornire fra i 2.000 e i 3.000 uomini alla forza Onu ma, oltre a non essere ancora sciolto il nodo sul comando, chiesto da Roma, restano da verificare chiarezza ed efficacia delle regole d’ingaggio per gli uomini dell’Unifil. La novità è che si potrà sparare, ma solo per legittima difesa. Il disarmo di Hezbollah resta la meta, ma non spetta ai caschi blu.

“Sono in contatto con il Presidente Prodi. E’ soddisfatto della risoluzione con cui il consiglio dei ministri libanese ha accettato l’idea d’una missione a guida italiana” ha detto il Premier libanese Fuad Siniora.

L’Unifil rinforzata agirà fra il confine israelo libanese e il fiume Litani. Punto critico è una presenza militare alla frontiera con la Siria: il presidente siriano Bashar al-Assad la considera “un atto ostile”. E ha ribadito: “non ci saranno confini definiti finchè gli israeliani non si ritirano dalle fattorie di Sheba”, occupate nel 1967.

Venerdì un vertice straordinario dei ministri europei a Bruxelles: molti sperano che Parigi, già a capo dell’attuale Unifil, sia disposta ad inviare un contingente più significativo.