ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

La Finul in Libano. Missione complessa e pericolosa

Lettura in corso:

La Finul in Libano. Missione complessa e pericolosa

Dimensioni di testo Aa Aa

Sabato scorso l’attacco di Tshal contro alcune postazioni di hezbollah nella valle della Bekaa aveva già mostrato tutta la debolezza della risoluzione Onu numero 1701. Il testo che prevede il cessate il fuoco nel sud del Libano è in vigore da piu’ di una settimana. Eppure Tsahal continua a scontrarsi con le milizie sciite di Hezbollah.

Una impasse che potrebbe prolungarsi per almeno 3 mesi, fintanto che la situazione non sarà presa in mano dai militari dell’Onu incaricati di mantenere la pace. Nonostante il dispiegamento delle truppe libanesi nel sud del Paese toccherà ai caschi blu dell’Unifil, la forza di interposizione, sorvegliare la frontiera tra Israele e Libano, una missione ad alto rischio come sottolinea l’attuale responsabile dell’Unifil, il generale Alain Pellegrini:

“Molto fragile, molto tesa, molto pericolosa, molto volatile. Al minimo incidente le cose potrebbero aggravarsi”. Per poter compiere la sua missione tra la linea blu e il fiume Litani l’Unifil ha bisogno di: 8 battaglioni di fanteria con mezzi meccanici
3 battaglioni leggeri di ricognizione
4 compagnie di telecomunicazioni
2 compagnie di polizia militare
1 unità ospedaliera

In totale 15 mila uomini. Alcuni Paesi come la Francia e l’Italia si dicono pronti a contribuire alla missione se otterranno garanzie sulla sicurezza e sulle sue modalità. Secondo la stampa francese la proposta attuale dell’Onu dà un potere illimitato ai Caschi Blu che non potranno nè disarmare Hezbollah nè interporsi in caso di ripresa dei combattimenti.

Un uso limitato della forza che conferisce all’esercito libanese il ruolo principale nell’operazione di disarmo di Hezbollah ma che non è privo di rischi come dichiara l’ex-comadante dell’Unifil Franco Angioni: “Interferire nelle operazioni di polizia del governo libanese in una situazione nella quale la popolazione è disperata per quello che ha vissuto, e usare una forza militare in un’ operazione di questo tipo è estremamente pericoloso”. Senza un’autonomia chiara l’Unifil rischia di portare avanti un’azione piu’ diplomatica che militare. Una situazione pressocchè simile a quella già verificatasi sempre nel sud del Libano a partire dal 1978.