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I paesi ricchi sempre piú assetati d'acqua. Al via la settimana mondiale per le risorse idriche

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I paesi ricchi sempre piú assetati d'acqua. Al via la settimana mondiale per le risorse idriche

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Dal meridione d’Italia alla città di Londra passando per le grandi metropoli australiane e nordamericane, i paesi ricchi hanno sempre piú sete. All’acqua e alla sua gestione è dedicata la settimana internazionale, iniziata lunedí con una serie di conferenze.

Due rapporti dell’Onu e del WWf pubblicati recentemente prevedono nei prossimi anni drastiche misure di restrizione dell’acqua per le grandi città e criticano la cattiva gestione delle risorse idriche.

Tra gli esempi negativi è citata Londra. Le scarse precipitazioni dell’inverno scorso hanno ridotto le riserve e la situazione aggravata è dalle perdite di acqua nella rete fatiscente. Ogni giorno si spreca l’equivalente di 300 piscine olimpiche.

L’inquinamento dovuto all’agricoltura intensiva e all’industria, il turismo, i cambiamenti climatici disegneranno una nuova geografia. Ecco l’Europa nel 2070, in rosso e in giallo le regioni piú assetate. L’Italia sarà tra i paesi piú in difficoltà.

La questione idrica riunisce centinaia di esperti a Stoccolma durante la settimana mondiale dell’acqua fino al 26 agosto.

Sentiamo il direttore dell’Istituto internazionale per la gestione dell’acqua, il professore Frank Rijsberm:

“Sei anni fa dicevamo che nel 2025 un terzo della popolazione avrebbe sofferto della scarsità d’acqua, ma secondo i dati sorprendenti che presentiamo oggi, già adesso, un terzo della popolazione mondiale ne soffre la mancanza”

L’agricoltura intensiva è nel mirino degli studiosi, consuma il 74% delle risorse idriche. Secondo gli esperti dell’istituto internazionale, oggi per produrre un bicchiere di latte, ci vogliono 200 litri d’acqua, per un kg di grano sono necessari 4000 litri d’acqua e per un kg di carne prodotta in modo industriale, fino a 10.000 litri.

La situazione è ancor piú grave nei paesi in via di sviluppo come la Cina e l’India dove si registra un eccessivo sfruttamento delle risorse idriche, che va di pari passo con l’aumento della popolazione.

Senza un miglioramento delle tecniche agricole, il fabbisogno di acqua potrebbe crescere dell’80% entro il 2050.

Attualmente 1 miliardo e seicento milioni di persone soffrono la mancanza d’acqua nel nord dell’Africa, nelle regioni settentrionali della Cina e nel sud ovest degli Stati Uniti.

La corruzione aggrava il problema. Secondo gli esperti dal 20% al 40% dei fondi investiti per l’acqua finiscono invece in tangenti.