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Saddam Hussein da oggi a processo per il genocidio dei Curdi

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Saddam Hussein da oggi a processo per il genocidio dei Curdi

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Non ha risposto al giudice, contestando la legittimità della corte. Anche all’avvio del secondo processo a suo carico che lo vede imputato per il genocidio delle popolazioni curde del nord Iraq, Saddam Hussein ha ricusato il tribunale, definendolo un tribunale di occupazione. Insieme ad altri sei imputati l’ex rais iracheno è comparso oggi davanti all’alta corte penale irachena presieduta dal giudice sciita Abdallah al Ameri.

L’accusa di genocidio, oltre a quella di crimini di guerra e contro l’umanità, che pende sul capo di Saddam Hussein e di suo cugino Ali Hassan al Majid, detto “Ali il chimico”, li espone alla pena di morte. Uso di gas tossici, esecuzioni di massa, campi di concentramento, torture. Il processo riguarda la campagna Anfal, “bottino di guerra” – il nome viene da un capitolo del corano – che nel 1988 prese di mira circa tremila villaggi del Kurdistan iracheno, con un bilancio di almeno centomila morti.

Parla un sopravvissuto: “I nostri villaggi furono attaccati con la più brutale ferocia, specialmente qui a Surgalo, con armi chimiche. I bombardamenti andarono avanti dall’alba al tramonto con l’artiglieria e l’aviazione”. In aula oltre alle testimonianze dei sopravvissuti arriveranno per la prima volta le prove raccolte nelle fosse comuni. La fine del processo è prevista per il prossimo mese di dicembre.