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L'inviato dell'Onu a Beirut e Gerusalemme per salvare il cessate il fuoco

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L'inviato dell'Onu a Beirut e Gerusalemme per salvare il cessate il fuoco

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Per tentare di disincagliare la trattativa e rendere stabile il cessate il fuoco, l’inviato speciale delle Nazioni Unite, Terje Roed Larsen, dopo gli incontri in Libano avvierà colloqui anche coi vertici istituziónali israeliani. Per l’alto diplomatico si tratta di salvare la tregua ottenuta con fatica in sede di Consiglio di sicurezza.

“Siamo ancora al bordo del precipizio” ha detto Roed Larsen, “e non è difficile scivolare nuovamente dentro nell’abisso della violenza e del sangue”.

Sull’assetto del contingente di interposizione, dopo la frenata francese, è intervenuto anche il premier israeliano Olmert, che in una telefonata ha chiesto al suo omologo italiano Prodi di mettersi al comando della forza dell’Onu. Nella riunione domenicale del suo gabinetto, Olmert ha ribadito il no alla presenza tra le truppe di paesi che non riconoscano lo stato di Israele.

Nonostante le affermazioni di principio, risulta ancora difficile formare in tempi rapidi una forza di 15.000 soldati. Dopo il taglio francese alla annunciata presenza di 3000 soldati, della questione di discutera’, come ha chiesto Chirac, in un consiglio europeo straordinario.