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Israele, crescono le richieste di dimissioni per i vertici politici e militari dopo la guerra in Libano

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Israele, crescono le richieste di dimissioni per i vertici politici e militari dopo la guerra in Libano

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In israele si moltiplicano le pressioni e le inchieste sulla conduzione della guerra in Libano da parte dei vertici politici e militari. Al differenza delle dichiarazioni ufficiali la campagna militare è considerata dalla maggior parte dell’opinione pubblica come un fallimento. Un presidio è stato organizzato dai riservisti in un parco di Gerusalemme nei pressi di sedi governative. Diverse centinaia di militari hanno invece scritto una lettera di critiche pubblicata sul quotidiano Haaretz.

“Chiediamo- spiega un giovane riservista – le dimissioni del premier, del ministro della difesa e del capo di stato maggiore per tutti gli errori che hanno commesso in questa guerra”.

Anche al parlamento si chiedono spiegazioni. Le commissioni esteri e difesa della Knesset si sono riunite per analizzare la strategia militare adottata in Libano. Ma da più parti si chiede l’istituzione formale di una commissione d’inchiesta ad hoc.

“I tentativi del governo, del premier e del ministro della difesa, di evitare la creazione di un organismo investigativo – ha detto il deputato della sinistra Yossi Beilin – sono destinati a fallire”.

Olmert ha potuto sperimentare di persona il malcontento degli israeliani per la conduzione del conflitto. In visita nel nord a Kiriat Shimona il premier è stato aspramente contestato da molti abitanti.