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I riservisti israeliani attaccano i vertici di Tsahal e il governo accusandoli di inefficienza e di errori nella campagna anti-Hezbollah in Libano

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I riservisti israeliani attaccano i vertici di Tsahal e il governo accusandoli di inefficienza e di errori nella campagna anti-Hezbollah in Libano

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Le truppe israeliane lasciano il territorio libanese e ripiegano oltreconfine. Mentre l’esercito libanese in attesa delle truppe Onu sta dispiegando 15 mila uomini nel sud del paese. Un mese di guerra lascia cicatrici profonde. In Israele, con una lettera aperta sul quotidiano “Haretz”, decine di riservisti accusano il governo e i vertici di Tsahal di inefficienza e di aver sbagliato strategia. L’offensiva anti Hazbollah è fallita ed ora le sorti della regione passano nelle mani dei contingenti internazionali.
200 soldati francesi sono già sbarcati nel sud del Libano. Ma la presenza piu numerosa sarà probabilmente quella italiana. Il premier israeliano Olmert ha chiesto a Roma di prendere il comando delle truppe Onu dopo il passo indietro fatto da Parigi.

Nella zona cuscinetto che verrà presidiata dalle forze di interposizione straniere c‘è anche il pericolo rappresentato dalle mine e dagli ordigni inesplosi che rischiano di fare nuove vittime soprattutto tra i bambini. La ricostruzione dei villaggi distrutti da un mese di bombardamenti sarà lunga e difficile. Come difficile sarà consolidare la fragile tregua e trovare un equilibrio che convinca tutti a rinunciare al ricorso alle armi