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Senza regole di ingaggio certe pochi i Paesi pronti a formare il contingnte di pace in Libano

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Senza regole di ingaggio certe pochi i Paesi pronti a formare il contingnte di pace in Libano

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Il primo incontro ieri all’Onu dei quarantanove Paesi partecipanti potenziali alla forza multinazionale di pacificazione in Libano non ha dato subito i risultati sperati. Solo Bangladesh, Indonesia Nepal e Malaysia avrebbero dato il loro ok immediato a inviare truppe in Libano, la Danimarca due navi.

“Confidiamo nel fatto che questa forza sia robusta , attiva, seria e difensiva. Questo il suo mandato: pensiamo che la Francia ne sarà parte , e aspettiamo di vedere quale sarà il suo contibuto effettivo”.

Attesa. La richiama Alex Wolf, deputato permanente alle Nazioni Unite, dopo che la Francia, candidatasi al comando della nuova Unifil allargata, ha deciso di contribuire con soli duecento uomini in attesa di una difinizione più precisa delle regole di ingaggio.

“Non possiamo pensare ad una partecipazione di nostre truppe di terra”. Il cancelliere tedesco Angela Merkel lo aveva anticipato, ha però offerto l’invio di di unità di protezione marittima, forze per la logistica, trasporto aereo e ricognizione.

Per alcuni come Italia e Spagna concretizzare la propria disponibilità può essere solo questione di tempo. Anche Egitto Marocco e Belgio si sarebbero riservate di studiare la situazione prima di un impegno preciso. Tremilacinquecento uomini entro dieci giorni, quindicimila al più presto. Il vicesegretario generale dell’Onu Mark Malloch Brown ha ribadito la necessità di non dilatare i tempi.