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L'esercito di beirut nel sud del Paese dopo quarant'anni. Urgente un ruolo forte.Il problema del disarmo di Hezbollah tiene banco

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L'esercito di beirut nel sud del Paese dopo quarant'anni. Urgente un ruolo forte.Il problema del disarmo di Hezbollah tiene banco

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I militanti hezbollah sembrano spariti ora che l’esercito libanese ha iniziato a prendere il controllo del sud Libano. Nascoste le armi la loro presenza si è fatta più discreta. Il dispiegamento è iniziato ieri: ad attendere i seimila soldati dislocati finora ci sono decine di bombe israeliane inesplose da far brillare. Qui militari di beirut non se ne vedevano da quarant’anni. Palestinesi, isrealiani, hezbollah ne avevano via via preso il posto.

Varcato il fiume Litani verso Tiro e più ad est a Marjahoun, c’era chi attendeva il loro passaggio per festeggiarli. Camion e carriarmati hanno raggiunto diversi villaggi.Presto i soldati saranno quindicimila. Marjaoun, a otto chilometri dal confine, è ora la sede del loro comando congiunto alla forza Unifil.

Con l’aiuto dei quindicimila uomini dell’Onu, quando arriveranno, i soldati libanesi secondo la risoluzione che ha chiuso la guerra gestiranno la zona tra il confine e il fiume litani. Devono disarmare Hezbollah. Finita la guerra da quattro giorni l’esercito di Beirut deve ora riacquisire l’autorità su questi territori. Imporre il disarmo alle milizie sciite è la questione cardine a cui nessuno sembra ancora saper dare risposta.

“Attualmente questo è un problema che non riguarda l’Unifil, è un problema libanese”.

Alain Pellegrini è il generale francese a capo dei duemila uomini dell’Unifil. Ribadisce quanto concordato dalle Nazioni Unite. Hezbollah va disarmato, ma non vuole e non deve essere l’Onu a farlo.