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I primi 3500 uomoni in Libano fra due settimane. L'Italia invia 3000 uomini

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I primi 3500 uomoni in Libano fra due settimane. L'Italia invia 3000 uomini

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In Libano un primo dispiegamento di 3500 soldati della forza multinazionale potrebbe aversi entro due settimane. Ma da più governi si chiedono regole d’ingaggio chiare. Richiesta avanzata anche dall’esecutivo italiano che stamani, in una riunione straordinaria, ha approvato all’unanimità l’invio di un contingente di circa 3000 uomini.

Il presidente del consiglio Romano Prodi ha ricordato quali sono le due condizioni fondamentali per la partecipazione italiana: “Un mandato Onu preciso e l’accettazione da parte di Hezbollah della risoluzione 1701 e della missione Unifil”. Il ministro della Difesa francese Michele Alliot-Marie ha difeso la decisione di inviare solo 200 uomini. La Francia, il primo Paese a candidarsi alla guida della missione, insiste nel pretendere un mandato più preciso prima di impegnare altri uomini.

All’Onu di rimando si risponde che i confini della missione saranno precisati una volta che sarà definito il numero dei partecipanti. L’impegno immediato è giunto per il momento da paesi asiatici. Il vice di Kofi Annan Mark Malloch Brown a questo proposito ha rivolto un appello ai Paesi europei chiedendo che il primo contingente sia costituito da militari europei.

“Ieri abbiamo avuto una pronta risposta da parte di molti Stati. Ma a impegnarsi sono stati Bangladesh, Indonesia Nepal e Malaysia”. Cui si aggiunge l’impegno preso nelle ultime ore dal Pakistan. È proprio l’attuale composizione del contingente a sollevare le critiche di Israele, che accusa: molti dei Paesi coinvolti non riconoscono l’esistenza del nostro Stato.