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I Paesi disponibili a inviare truppe in Libano chiedono compiti chiari per il contingente ONU

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I Paesi disponibili a inviare truppe in Libano chiedono compiti chiari per il contingente ONU

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Perché la comunità internazionale svolga la sua parte nella pacificazione israelo-libanese, compiti ruoli e funzioni della nuova Unifil, la forza multinazionale che opererà in Libano vanno definiti in maniera chiara. Servono più mezzi, risorse, e una presenza equilibrata di soldati musulmani, dice Parigi. “La Francia guida l’Unifil come è oggi dal 1978, ne assicuriamo il comando e siamo pronti a continuare a farlo anche per l’Unifil allargata, almeno fino al prossimo febbraio”. Il ministro della difesa francese Michelle Alliot-Marie non fornisce cifre sulle truppe disponibili da Parigi ribadendo che il mandato Onu è ancora troppo confuso.

Quarantanove Paesi disposti a far parte della forza multinazionale discuteranno oggi a New York delle regole di ingaggio. Chi comanderà gli uomini, 3.500 entro dieci giorni, 15.000 appena possibile, quali paesi ne faranno parte: ogni decisione apre al rischio di una Onu nuovamente troppo debole per gestire il suo ruolo di interposizione.

Franz Josef Jung, ministro della Difesa tedesco:“Se tutte le parti lo richiedessero, non ci tireremmo indietro”. Il contributo tedesco, conferma, ci sarà, ma il rischio di ritrovarsi armi spianate di fronte a Israele per la Germania va ponderato. Bonn intende contribuire a definire meglio la risoluzione 1701.

Paese Nato, musulmano, in buoni rapporti con Tel Aviv. Con queste credenziali il viaggio del ministro degli esteri turco Abdullah Gul a Beirut e in Israele, prelude secondo la stampa nazionale a una presenza turca nel contingente internazionale, ma Ankara precisa che deciderà solo quando saranno fissate regole precise.