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L'altra vittima della guerra: l'ambiente. 150 chilometri di costa inquinati dalla marea nera

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L'altra vittima della guerra: l'ambiente. 150 chilometri di costa inquinati dalla marea nera

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Un’altra delle conseguenze della guerra è la più grave crisi ambientale mai vissuta dalla regione. Circa 150 chilometri di costa fra Libano e Siria sono stati inquinati da 10-15 mila tonnellate di nafta finite in mare quando i caccia israeliani hanno colpito dei serbatoi un mese fa, all’inizio del conflitto. Un disastro ecologico comparabile, secondo gli esperti dell’Onu, a quello della petroliera Erika, che nel 1999 inquinò le coste francesi.

In Libano si è mobilitata l’associazione ambientalista Greenline. Uno dei coordinatori del gruppo spiega: “Per ristabilire l’equilibrio dell’ecosistema ci vorranno almeno sei anni. Per ragioni di sicurezza, il ministero dell’ambiente dovrà raccogliere periodicamente campioni lungo la costa per determinare quali aree sono altamente inquinate e quali sono sicure”.

L’arrivo di aiuti è rallentato dal blocco navale e marittimo che Israele mantiene nonostante la tregua. Sono già sul posto esperti dell’Unione europea, della Norvegia e del Kuwait.