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I profughi rientrano tra le bombe inesplose

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I profughi rientrano tra le bombe inesplose

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Mezzo milione di libanesi è in macchina verso sud. Cresce di giorno in giorno il numero di profughi che ha deciso di far ritorno a casa, sfidando crateri e strade dissestate ed esponendosi al pericolo mine. I soldati dell’esercito libanese hanno iniziato oggi a distribuire volantini alla popolazione, avvertendo i genitori di non lasciare giocare i bambini con frammenti di ordigni. Almeno sei persone sono rimaste ferite in un centro del sud del Libano per aver camminato su una bomba inesplosa.

Nei villaggi rientrano molti padri di famiglia per vedere quel che resta della propria abitazione prima di andare a cercare moglie e figli. Da lunedí almeno 40.000 persone che erano scappate in Siria sono rientrate in Libano, secondo la portavoce dell’alto commissariato per i rifugiati dell’Onu, solo la metà ha potuto raggiungere la propria destinazione.

Nelle zone devastate dai bombardamenti si continua a scavare e dalla macerie emergono altri cadaveri. Una quarantina di persone sono state sepolte ieri sera a Tiro. E’ il terzo funerale di massa nella cittadina, era stato rimandato la settimana scorsa a causa degli attacchi israeliani.

Con il ritrovamento di altri 40 cadaveri nei villaggi vicino al fiume Litani, il bilancio sale a 1.200 vittime civili, senza contare i corpi ancora sotto le rovine.