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I deputati israeliani chiedono le dimissioni del capo dell'esercito: ha venduto azioni il giorno dell'inizio del conflitto

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I deputati israeliani chiedono le dimissioni del capo dell'esercito: ha venduto azioni il giorno dell'inizio del conflitto

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È caccia alla “Gola profonda” di Maariv. Il quotidiano israeliano ha sollevato uno scandalo rivelando che il capo dello stato maggiore di Tsahal, il generale Dan Halutz, ha venduto tutte le sue azioni il 12 luglio, tre ore dopo il rapimento dei due soldati israeliani che ha condotto al conflitto contro Hezbollah. Fatti che Halutz non smentisce, ma nega di aver effettuato la transazione perché consapevole di quanto stava per accadere. Il generale accusa “chi sta dietro tutto questo” di “attitudine malvagia e crudele”.

Tra i deputati sono in molti, anche nella coalizione di governo, a chiedere le dimissioni di Halutz, accusato di essersi comportato in modo “non etico”, e di pensare ai suio affari personali mentre il paese si preparava a entrare in guerra.
Quanto alla Banca Leumi, a cui sono state vendute le azioni, del valore di circa 21.500 euro, i dirigenti hanno ordinato un’inchiesta interna per capire se sia stato qualcuno dei loro dipendenti ad aver fatto la soffiata a Maariv. La borsa di Tel Aviv nei due giorni successivi alla vendita dei titoli di Halutz ha avuto un crollo dell’8 per cento.