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La tregua tiene, ma Hezbollah lancia una decina di razzi

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La tregua tiene, ma Hezbollah lancia una decina di razzi

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Secondo giorno di tregua a Beirut. La vita riprende lentamente nella capitale libanese. Migliaia di profughi stanno tornando nei quartieri devastati dai bombardamenti. Salvo episodi isolati, il cessate il fuoco regge. Una decina di razzi Hezbollah sono stati lanciati verso postazioni dell’esercito israeliano nel sud del Libano. Non hanno provocato nè vittime, nè danni e Israele non ha risposto. Ma in Libano si continua a morire, a causa degli ordigni abbandonati sul terreno. Una bomba a frammentazione ha ucciso due civili tra cui un bambino vicino Nabatiye, a settanta km da Beirut.

La fine delle ostilità è vissuta come una vittoria da Hezbollah, la tv del movimento, Al Manar, continua a trasmettere tra le macerie… Gli estremisti sciiti rifiutano il disarmo e promettono la ricostruzione agli sfollati. A garanzia della tregua arriveranno i soldati dell’ONU nella zona cuscinetto al confine. La missione Unifil passerà da 2.000 a circa 15.000 uomini e non sarà piu’ solo testimone inerte. La risoluzione 1701 autorizza i caschi blu ad aiutare l’esercito libanese ad esercitare la sovranità sul territorio.