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I primi soldati israeliani tornano in patria

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I primi soldati israeliani tornano in patria

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Un battaglione dell’esercito israeliano, composto da un migliaio di soldati, è già rientrato in patria, lasciando postazioni nel Libano del sud, dopo l’entrata in vigore della tregua. Lentamente ma progressivamente, Tsahal si sta riposizionando in attesa del passaggio di consegne alla forza interinale delle Nazioni Unite, allargata a 15 mila uomini, come previsto dalla risoluzione approvata dal Consiglio di sicurezza. La forza Onu si schiererà, insieme all’esercito libanese, nella zona compresa tra il confine e il fiume Litani, fino a un mese fa controllata dai miliziani di Hezbollah.

Fonti delle Nazioni unite prevedono almeno una decina di giorni prima dell’arrivo dei soldati di rinforzo all’Unifil, attualmente composta da duemila uomini. Riunioni sono in corso al palazzo di vetro di New York per organizzare il contingente militare a cui potrebbe partecipare una ventina di Paesi e che sarà comandato da un ufficiale francese. Un vertice decisivo per fissare i dettagli della missione è in programma per giovedì. Mobilitare 13 mila soldati in pochi giorni non è impresa facile: le diplomazie e gli stati maggiori cercano di accelerare al massimo i tempi.