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Libano, migliaia di sfollati tornano a casa

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Libano, migliaia di sfollati tornano a casa

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Tornano a casa i civili libanesi costretti dalla guerra ad abbandonare le loro abitazioni. Dopo 34 giorni di conflitto e più di mille morti, la tregua tra Israele ed Hezbollah è entrata in vigore alle 8 del mattino. E già un’ora dopo il silenzio delle armi, l’autostrada da Sidone a Tiro era paralizzata da migliaia di auto dirette verso il sud del Paese.
Tutti festeggiano: il partito fondamentalista sciita ha dichiarato la vittoria sulla superpotenza israeliana che, dal canto suo, afferma di aver pressoché neutralizzato la milizia Hezbollah.
“Si torna a casa vittoriosi”, sostengono molti abitanti del sud. Ma c‘è anche chi si pone interrogativi sul futuro.
“Non sono importanti i danni, quello che conta è che abbiamo vinto. Dio protegga Hassan Nasrallah” dice un automobilista sulla via di Tiro.
“Siamo contenti perché torniamo a casa, ma non sappiamo cosa troveremo” afferma una passeggera.
E’ un viaggio non privo di rischi. Non solo perché può bastare poco a far saltare la tregua, ma anche perché il sud del Libano è pieno di bombe inesplose e di mine.
Gli sfollati attraversano, grazie a ponti di fortuna, quel fiume Litani che ha rappresentato l’avamposto strategico da conquistare per l’esercito israeliano, soprattutto nell’ultima offensiva di terra, quella lanciata a risoluzione Onu già approvata.
Un viaggio di ore sotto il sole d’agosto per rivedere casa, abbandonata di corsa sotto la furia dei bombardamenti; o quello che resta della casa.
Il controesodo degli sfollati durerà parecchi giorni. Le autorità stimano che il picco si avrà verso la fine di questa settimana.