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I costi (provvisori) della guerra israelo-libanese

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I costi (provvisori) della guerra israelo-libanese

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Morti, feriti, distruzione di alloggi e infrastruttrure, danni al patrimonio culturale e all’ambiente. Lo stato in cui si trova oggi il Libano meridionale offre il destro ai piu’ critici di Israele.

Per lo stato ebraico si è trattato anche di una dimostrazione di forza, che ha dato i suoi risultati. Ne è convinto Alan Ben David, corrispondente della televisione israeliana Channel 10, “era importante ricordare agli stati vicini la capacità di deterrenza dello stato ebraico, dice. Dimostrare che non si possono sequestrare due soldati senza pagarne le conseguenze.”

E’ prematuro avanzare bilanci definitivi ma le fonti libanesi non lasciano dubbi sulla devastazione prodotta. Un sito della presidenza del consiglio dei ministri di Beirut fornisce le seguenti cifre:
Oltre mille morti sul versante libanese. Circa un milione di persone sfollate, pari a un quarto della popolazione. Israele conta intorno ai 150 morti, gli sfollati rappresentano il 5% degli abitanti.

Valutare le perdite a livello macroeconomico è difficile ma una prima stima dei danni materiali è possibile. Un costo enorme per un paese come il Libano, che già aveva speso quasi sei miliardi di dollari per la ricostruzione dopo la guerra civile terminata nel 1990.

Israele ha puntato a colpirne le infrastrutture per meglio isolare gli hezbollah. Distrutti porti, aeroporti, centrali idriche ed elettriche, 900 fabbriche, 23 stazioni di servizio, 73 ponti, 630 chilometri di strade, oltre a 7000 alloggi. I danni ammontano a 2,5 miliardi di dollari. La distruzione e il blocco totale delle attività economiche hanno costretto alla cassa integrazione il grosso delle forze produttive.

Ma gli aiuti sono in arrivo: diversi paesi del Golfo hanno già sbloccato una somma pari a circa un miliardo di dollari.