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Volantini e bombe su Beirut. Ma Israele dà un'ultima chance all'Onu

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Volantini e bombe su Beirut. Ma Israele dà un'ultima chance all'Onu

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La diplomazia cerca di avanzare ma bombe e razzi continuano a piovere. Si stanno facendo sempre piu’ intensi gli attacchi tra le forze israeliane e le milizie Hezbollah, in particolare alla frontiera con il Libano. Anche se il governo di Gerusalemme ha annunciato la sospensione dell’intensificazione delle operazioni terrestri. La motivazione ufficiale è quella di “voler dare una possibilità alle trattative diplomatiche in corso all’Onu”.

Dopo averla occupata per qualche ora le truppe israeliane si sono ritirate da Marjyajun, una cittadina cristiana, in direzione di Metula. “Non c‘è piu’ un israeliano a Marjyajun” ha annunciato il generale Adnan Daoud, comandante di 1500 tra poliziotti e soldati dell’esercito libanese dispiegati nella zona.

Diversi carri armati israeliani, secondo Hezbollah, sarebbero stati distrutti in una battaglia nella Piana di Khiam.
E sempre per gli sciiti una una decina di soldati israeliani sarebbero stati uccisi negli ultimi combattimenti.

Beirut stamattina si è svegliata di nuovo sotto le bombe. I raid israeliani sono continuati nelle ultime ore. E una volta finite le bombe, come già accaduto nei giorni precedenti, sono arrivati questi volantini. In cui gli israeliani invitano la popolazione a lasciare la città. In molti hanno reagito indispettiti.