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Una notte di raid israeliani in tutto il Libano. Cresce il numero di vittime civili

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Una notte di raid israeliani in tutto il Libano. Cresce il numero di vittime civili

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Nuovi raid su Beirut sud e caccia israeliani in missione in tutto il territorio libanese nell’ennesima notte di guerra. Ieri sera l’aviazione ha ancora bersagliato in due tempi, a due ore di intervallo, la periferia della capitale del Libano colpendo Haret Hreik, quartiere dove Hezbollah è più radicato. Prima dell’alba altre missioni aeree hanno bersagliato strade ponti e case nel nord, l’est e il centro del Paese.

In una piazza nel cuore di Beirut è nato il primo memoriale della guerra. Porta i nomi di quattrocento vittime libanesi degli attacchi aerei, tombe simboliche e candele accese a poca distanza dalle vere macerie dove alcuni di loro sono rimasti uccisi. Altre vittime si aggiungono all’elenco, cinque camionisti uccisi trasportando carburante in un convoglio bombardato al confine con la Siria.

Attaccato per la prima volta il grande campo profughi palestinese di Ain Helue nei sobborghi di Saida, capoluogo del sud Libano dove nei raid durante la giornata c’erano state altre sei vittime. Almeno un morto accertato e sei feriti, sei dei quali bambini, nel crollo di un edificio colpito dai razzi. Il susseguirsi degli attacchi rende più drammatici anche i funerali, come a Gazieh, sotto Sidone. Le bombe cadono durante la processione dei quindici morti dell’attacco del giorno prima.

Sempre a poche ore di distanza dal raid che lunedì aveva distrutto un edificio a Beirut sud uccidendo quindici persone, quel bilancio è raddoppiato, passando a trenta morti, e potrebbe ancora salire mentre si continuano a sgombrare i detriti.