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Libano sotto le bombe, colpito campo profughi


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Libano sotto le bombe, colpito campo profughi

Il cielo libanese è inondato di volantini. Ma, subito dopo, a cadere saranno missili e bombe. A Tiro, Sidone e altre città libanesi, i civili sono avvertiti dell’imminenza di altri attacchi, che poi arrivano regolarmente. Quello di oggi è il bilancio di un’altra giornata di distruzione, col numero dei morti libanesi che ha superato le mille unità. Migliaia anche i feriti, mentre gli sfollati sono circa un milione. I corpi di molte vittime sono ancora sotto le macerie in diverse località.

A Nabatiyeh, ormai deserta, i caccia israeliani hanno lanciato altri missili su edifici vuoti. Nella capitale Beirut, si aggrava il bilancio del bombardamento del quartiere Shiyah, avvenuto martedì sera: i morti sono più di 40, una sessantina i feriti. Per la prima volta, un attacco è stato lanciato anche sul campo per profughi palestinesi di Ain Helué, il più grande del Libano. Uccisi il guardiano e un bambino di 12 anni, 16 i feriti, tra cui 7 bambini.

Anche le regioni più a nord del Libano sono state colpite: un ponte, già danneggiato, è stato distrutto nella valle della Bekaa, isolando diversi villaggi. A Mashgara un esponente di Hezbollah è stato ucciso insieme alla moglie e 4 figli: la loro casa è crollata sotto i bombardamenti.

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