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Tiro, città-fantasma. Parla chi è rimasto

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Tiro, città-fantasma. Parla chi è rimasto

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E’ arrivata anche a Tiro la notizia della proposta libanese di dispiegare 15 mila soldati nel sud del Paese. E chi è rimasto in questa città portuale del Libano meridionale, isolata nelle ultime ore, dopo che le forze israeliane hanno distrutto l’ultimo punto rimasto sul fiume Litani, vede con favore questa proposta.

Ovunque strade deserte. Tiro sembra una città fantasma dopo che dalle ventidue di lunedì e fino a nuovo ordine Israele ha imposto il coprifuoco in tutta la zona a sud del fiume Litani. Riescono a circolare solo ambulanze che trasportano morti e feriti per i bombardamenti.

Circa il 90 per cento della popolazione è riuscito a fuggire. Tra le persone rimaste la famiglia Dhair. “Non ho paura, grazie a Dio racconta alla telecamera Tamam Dair ma sono preoccupata per i miei figli e per come possono reagire ai bombardamenti” .

“Se solo gli israeliani ci lasciassero in pace-aggiunge suo marito Hussein- potremo vivere in pace con loro”. Per la famiglia Dhair è ormai impossibile lasciare Tiro. Tutte le vie d’uscita sono state bombardate. Perfino gli aiuti umanitari non riescono a passare.