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Non cala l'allarme incendi in Spagna e Portogallo, solo in Galizia un centinaio di roghi

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Non cala l'allarme incendi in Spagna e Portogallo, solo in Galizia un centinaio di roghi

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Con una sessantina di incendi ancora attivi e altri quaranta sotto controllo, sempre che il vento non ne riavvii le fiamme, la Galizia resta l’epicentro spagnolo di una proliferazione di roghi che colpendo anche Catalogna e Portogallo aggredisce senza tregua la penisola iberica. A Coruña e Pontevedra, sulla costa atlantica, restano le provincie galiziane più colpite.
La notte rende più difficili gli interventi di uomini e mezzi. Ai vigili del fuoco, non sempre sufficienti, si affiancano i volontari.

“Qui tutti i vicini ci siamo riuniti per fare qualcosa, temiamo per le nostre case, per ora non succede nulla ma l’incendio può estendersi”. Una donna racconta la sua paura. Caldo eccezionale e vento hanno moltiplicato la gravità di roghi appiccati pare intenzionalmente. Ieri sera la polizia ha annunciato il fermo di tre presunti incendiari, uno per il rogo di Cerdedo a Pontevedra nel quale venerdì sono morte due donne.

Dice Alfredo Suarez Canal, assessore galiziano all’ambiente, che le fiamme interessano zone accidentate, dove la vegetazione è ricca e alto il rischio di propagazione fino ai centri abitati. Nei roghi di Cistella, Capmany e Girona in Catalogna , con oltre duiemila ettari andati distrutti, vi sarebbero ugualmente sospetti di dolo. Quattro nuovi focolai nella zona impegnano ancora i vigili del fuoco.

In Portogallo, dove il governo ha recentemente varato un piano eccezionale di prevenzione dopo tre anni di roghi ripetuti e devastanti, l’allerta è massima. Sei gli incendi che ancora impegnano centinaia di pompieri, in particolare vicino Evora e nel parco naturale di Peneda Geres, nel nord est del paese. I dati meteorolgici, secondo la protezione civile portoghese, renderanno ancora più difficile la situazione nei prossimi giorni.