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Russia, una banda familiare aveva sottratto le opere dell'Hermitage

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Russia, una banda familiare aveva sottratto le opere dell'Hermitage

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Era un affare di famiglia, quello che ha portato al furto di più di 220 opere d’arte dal prestigioso museo Hermitage di san Pietroburgo. Le autorità russe hanno infatti arrestato il marito e il figlio di una conservatrice del museo, morta di attacco cardiaco quando le avevano comunicato l’apertura di un’inchiesta sul suo operato. I 2 uomini, che lavoravano entrambi all’Hermitage, hanno confessato di aver sottratto preziosi e opere d’arte nell’arco di 6 anni e averli ceduti al Banco dei pegni.
“Occorrerebbe assolutamente isolare le stanze dove sono conservate le opere – dice il direttore del museo Mikhail Piotrovski -. Non dovrebbe entrare nessuno. Ma, poiché manchiamo di sufficiente spazio, tante persone fanno del deposito il loro luogo di lavoro. Così è più facile che accadano cose del genere”.

Qualcuna delle opere sottratte comincia a ricomparire: è stata fatta ritrovare in un cassonetto un’icona in legno, raffigurante l’assemblea di tutti i santi, assicurata per 155 mila euro. A Mosca, un antiquario ha restituito un prezioso calice del XIX secolo che aveva acquistato in buona fede. Le opere rubate avrebbero un valore di mercato superiore ai 77 milioni di euro.