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Rodrigo Rato (FMI) auspica uno yuan più flessibile

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Rodrigo Rato (FMI) auspica uno yuan più flessibile

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La crescita economica della Cina non costituisce un problema nel sistema globalizzato, ma una valuta più flessibile e una riforma del sistema bancario restano esigenze da perseguire. Auspici di diplomazia bancaria internazionale . Solo da poco tempo il tasso di cambio dello yuan è stato sganciato dalla parità fissa con il dollaro.

Con un ritmo di sviluppo a due cifre dell’economia, l’undici per cento nell’ultimo trimestre, Pechino deve contrastare il rischio del sovrainvestimento. La valutazione di Rodrigo Rato, direttore del Fondo Monetario Internazionale, è positiva ma cauta.

“Il meccanismo deciso la scorsa estate dalle autoirità cinesi ha deciso per lo yuan una fluttuazione in relazione a un paniere di valute. Ritengo però che questo debba avvenire in modo piu libero. Va comunque riconosciuto alle autorità cinesi di aver reso più moderno il sistema dei cambi.

Da luglio 2005 è partito il processo di rivalutazione per lo yuan.

Alzando i tassi di interesse si frena la domanda di credito che alimenta il boom degli investimenti, che con le prossime olimpiadi nel deumila otto hanno ricevuto un ulteriore impulso.

Le esportazioni cinesi genereranno entro settembre un attivo della bilancia commerciale di circa ottanta miliardi di euro, un’inondazione di liquidità per il sistema bancario.

Il mese scorso lo yuan si è rivalutato dello 0,36%. Le autorità di Pechino sembrano comprendere l’utilità di questi interventi.