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Israele ha vissuto ieri la giornata più sanguinosa dall'inizio del conflitto

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Israele ha vissuto ieri la giornata più sanguinosa dall'inizio del conflitto

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Otto civili sono rimasti uccisi nel nord del paese dai razzi lanciati dagli Hezbollah, mentre quattro soldati sono caduti nei combattimenti nel sud del Libano. È il più alto numero di vittime in una sola giornata dal 12 luglio, data d’inizio delle ostilità.
Da allora, sono stati uccisi in totale 68 israeliani, tra cui 27 civili.

I morti di ieri si sono registrati nella zona di Maalot e ad Akko, l’antica San Giovanni d’Acri. Ma i razzi katyusha sono piovuti anche su altre località, fra cui Kyriat Shmona, Tiberiade e Safed. Sempre ieri a Gerusalemme in centinaia hanno partecipato ai funerali di un soldato di origini americane ucciso in scontri con i guerriglieri. Il ministro della difesa Amir Perez ha dato ordine all’esercito di tenersi pronto a penetrare più a fondo nel Libano del sud, non escludendo di raggiungere il fiume Litani, a una trentina di chilometri dalla frontiera.