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In Libano la vita continua. Devastate le infrastrutture, ma anche il turismo. E manca carburante

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In Libano la vita continua. Devastate le infrastrutture, ma anche il turismo. E manca carburante

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Non arriveranno più in Libano il milione e 600 turisti attesi per quest’anno. Gli hotel registravano il tutto esaurito, un’impennata come non se ne vedevano da un po’. Ma il conflitto e la marea nera hanno ormai fatto un danno stimato oltre il miliardo e mezzo di euro.

“Dopo vent’anni di guerra – spiega il gestore di un hotel -, da dieci anni il Libano era impegnato nella ricostruzione. Ed ecco che ci distruggono le infrastrutture. La gente è disgustata”.

Le infrastrutture, ma anche abitazioni, moschee e vari settori come l’industria e la distribuzione dell’energia, hanno finora subito danni stimati intorno ai 2 miliardi di euro. Alcune imprese a Beirut sono state provvisoriamente trasferite fuori città, in collina. Qui, la vita continua. Una dipendente di una di queste compagnie dice: “Non siamo molto lontani. Comunque la nostra preoccupazione ora è che si salvino le persone. Almeno psicologicamente qui ci sentiamo più al sicuro”.

Ma perché, nonostante tutto, la vita continui davvero, c‘è bisogno di carburante. Il blocco navale israeliano impedisce l’arrivo dei rifornimenti da tre settimane. Il premier Fuad Siniora ha annunciato che, se continuerà così, nel giro di una settimana il Libano resterà a corto di combustibile.