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Un'isola senza Fidel alla guida quella in cui si svegliano i cubani, fiduciosi nella sua guarigione

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Un'isola senza Fidel alla guida quella in cui si svegliano i cubani, fiduciosi nella sua guarigione

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Dal 1959 ad oggi è per i cubani il primo risveglio senza Fidel alla guida. A L’Avana non si parla d’altro ma davanti alla telecamera i commenti critici verso il Lider Maximo sono ben rari: “Anche se è malato, non c‘è dubbio che sia stato lui stesso a scrivere il comunicato letto in ti-vu” “Pensi cos’ha fatto con una gamba rotta: non sarà certo un’emorragia a fermarlo!”

La radio cubana ha annunciato una tavola rotonda sulle ripercussioni che la nuova situazione dell’isola ha suscitato nel mondo. E per un signore residente a L’Avana il passaggio di testimone a Raul è più che naturale: “In attesa che torni al suo posto come speriamo – spiega – Raul è il più indicato ha proseguire il buon lavoro svolto da Castro, che ha fatto tanto per il popolo”.

“Se anche succedesse quel che gli americani credono che accadrà, noi siamo qui, siamo qui per andare avanti” dice Emilia Penaluer, che vive nella capitale. Gli Usa non temano, non gevernerò fino a cent’anni, aveva ironizzato cinque giorni fa Fidel criticando il piano Bush sul dopo-Castro. Oggi tutto è legato al filo della salute d’un signore ormai ottantenne.