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Libanesi in fuga durante la sospensione dei bombardamenti

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Libanesi in fuga durante la sospensione dei bombardamenti

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Con i fuochi d’artificio nel tardo pomeriggio di ieri a Beirut si è festeggiata non la sospensione dei bombardamenti israeliani ma la notizia diffusa dalla tv degli Hezbollah secondo la quale i razzi dei guerriglieri hanno colpito una nave militare israeliana al largo di Tiro. Lo stato ebraico ha comunque smentito. Il diradarsi dei raid ha permesso ai libanesi di scavare tra i resti delle città fantasma. Solo ieri nella parte meridionale del Paese sono state portate alla luce le spoglie di 49 persone che per giorni erano rimaste sepolte tra le macerie.

Ritrovamenti che danno credibilità al bilancio delle vittime diffuso dal Ministero della sanità libanese, che parla di 750 morti. Da parte israeliana le vittime sono almeno 51. Da Cana, Nabatiyeh e molte altre località è un vero e proprio esodo: macchine con fino a venti persone a bordo: direzione nord, dove si spera che gli aerei israeliani non arriveranno. Lo stato ebraico ha annunciato una sospensione parziale di 48 ore delle incursioni aeree dopo la tragedia di Cana di domenica, quando 54 civili sono morti in un bombardamento.

La delegazione Onu sul terreno comunque protesta: i raid dei jet non sono cessati completamente e per i convogli umanitari le condizioni di accesso non sono migliorate.