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La difficile corsa contro il tempo degli aiuti in Libano

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La difficile corsa contro il tempo degli aiuti in Libano

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E’ una corsa contro il tempo per gli aiuti umanitari in Libano. Le forze dell’Onu cercano di approfittare della precaria sospensione dei bombardamenti aerei massicci, che finirà questa sera. Ma le vie d’accesso per medicinali e cibo, di cui la popolazione del Libano meridionale ha disperatamente bisogno, restano bloccate o difficili da percorere, dichiarano gli ufficiali delle Nazioni unite.

A Cana, teatro dell’episodio più sanguinoso di questa guerra, i convogli arrivano in una città fantasma. “Non c‘è segno della presenza di popolazione civile – spiega Robin Lodge del World Food Programm – La gente forse è nascosta, o si è rifugiata nei villaggi vicini. Ci hanno detto che ci sono persone, che riceveranno i nostri rifornimenti. Per ora noi li consegniamo alle autorità municipali”.

Ma gli abitanti rimasti a Cana, pensano soprattutto a seppellire le vittime dell’attacco di domenica, quasi 60 morti, più della metà bambini. “I rifornimenti arrivano oggi ma noi non vogliamo gli aiuti. Due giorni fa abbiamo visto un massacro. Trenta sette bambini uccisi, tra le 57 e le 61 persone morte. Questi aiuti non servono. Serve un cessate il fuoco”.

Le Nazioni Unte stimano che circa 900 mila libanesi abbiano lasciato le loro case per scappare alle bombe, ma molti civili sono ancora bloccati, troppo poveri per pagare un viaggio o troppo spaventati dalla minaccia dei raid israeliani.