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Tregua dei raid israeliani ma si continua a combattere nel Libano del Sud

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Tregua dei raid israeliani ma si continua a combattere nel Libano del Sud

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Sulla carta un cessate il fuoco, sul terreno si combatte. La tregua in Libano sancita dopo la strage di Cana ha per ora riguardato solo i bombardamenti aerei massicci che hanno caratterizzato la prima fase dell’offensiva israeliana. Mentre le operazioni militari di Tsahal hanno continuato nonostante la sospensione ufficiale dell’offensiva entrata in vigore alle ventitrè di ieri. L’artiglieria ha colpito obiettivi nella valle di Khiam, al confine con Israele, e un soldato libanese è rimasto ucciso. A loro volta i carri armati dello Stato ebraico sono stai presi di mira dai razzi delle milizie sciite Hezbollah.

L’odierna seduta in parlamento è stata caratterizzata dalle proteste di quattro deputati arabo israeliani, poi accompagnati fuori dall’aula. Il ministro della Difesa israeliano Amir Peretz ha detto che lo Stato ebraico non può accettare un cessate il fuoco immediato perchè significherebbe ritrovarsi entro pochi mesi nella stessa situazione. E il Primo ministro israeliano Ehud Olmert ha ribadito che l’esercito si riserva il diritto di colpire postazioni Hezbollah e che comunque l’offensiva contro la milizia sciita sarà portata avanti fino al dispiego di una forza internazionale d’interposizione.

Intanto l’artiglieria ha continuato a bombardare Bint Jbeil, a quattro chilometri dal confine israelo-libanese. La città – dalla quale le truppe israeliane si sono ritirate tre giorni fa, è stata teatro della più imponente offensiva contro Hezbollaah che da lì ha lanciato centinaia di razzi contro le città israeliane.