ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Immigrazione clandestina: un dramma senza fine

Lettura in corso:

Immigrazione clandestina: un dramma senza fine

Dimensioni di testo Aa Aa

In duemila in 15 giorni sono approdati a Lampedusa. E solo oggi erano un centinaio i clandestini avvistati dal traghetto Palladio al largo delle coste dell’isola italiana al centro del Mediterraneo. Quindici almeno erano fortemente provati dalla traversata e in stato di disidratazione.

Stesso scenario la scorsa notte, questa volta al largo di Tenerife, una delle isole Canarie: 117 disperati, esausti, a bordo del tradizionale perschereccio utilizzato in Mauritania, paese di provenienza degli immigrati. Dall’inizio dell’anno sono queste le cifre degli arrivi alle Canarie e a Lampedusa, principali porte d’entrata nell’eldorado europeo da quando nelle enclaves spagnole di Ceuta e Melilla, in territorio africano, i dispositivi di sicurezza sono stati rafforzati.

Il Mali è uno dei paesi di maggiore emigrazione. Molti vengono rimpatriati. Alcuni hanno creato un’associazione. Producono oggetti artigianali per trovare la dignità di vivere anche in un paese dove il settanta percento della popolazione vive con meno di un euro al giorno.

L’ex ministro della cultura del Mali punta il dito contro l’Europa. “Hanno fatto qualcosa per noi in termini di infrastrutture, fabbriche, posti di lavoro?” Alcuni di loro sono stati abbandonati nel deserto dalle autorità marocchine, per essere poi recuperati e rimpatriati. Oggi sono pieni di amarezza. “Preferisco rimanere qui e morire di fame, dice uno di loro, piuttosto che subire l’umiliazione che ho vissuto.” Malta, Spagna e Italia hanno chiesto e ottenuto nuovi strumenti per il controllo delle coste. Quanto alle iniziative europee per le infrastrutture nei paesi a forte emigrazione restano a livello progettuale.