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La rabbia dei libanesi contro la sede Onu di Beirut: facciata e uffici danneggiati

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La rabbia dei libanesi contro la sede Onu di Beirut: facciata e uffici danneggiati

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Una folla inferocita, via via piu’ numerosa, si riversa nel centro di Beirut, urlando slogan contro gli Israele e gli Stati Uniti. La sede dell’Onu, deserta nel fine settimana, viene presa d’assalto. Tra la gente le bandiere gialle del movimento Hezbollah. E’ la prima, rabbiosa, reazione, al bombardamento di Tsahal su Cana.

Molti dimostranti lanciano pietre contro l’edificio e alla fine sfondano le vetrate d’ingresso. Dentro è il caos: gli arredi degli uffici vengono danneggiati, alcune finestre infrante, diverse bandiere bruciate, mentre in tv il presidente del parlamento, Nabih Berri, invita alla calma e sul posto arrivano militari libanesi.

“Questo massacro deve essere condannato – dice il portavoce di Hezbollah, Ibrahim Mosawi -. E dovrebbe esser affrontato come si deve dalla comunità internazionale, specie dai paesi che appoggiano Israele” I dimostranti inneggiano a Nasrallah, il leader del “Partito di Dio”, e promettono di sacrificarsi per il Libano. Intanto, a un chilometro di distanza, la sede della Commissione europea viene prontamente evacuata.