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Israele richiama i riservisti. E intensifica i bombardamenti aerei

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Israele richiama i riservisti. E intensifica i bombardamenti aerei

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Israele non sembra intenzionato a cessare le ostilità in Libano. Il consiglio di difesa presieduto dal premier Olmert, pur escludendo una vasta offensiva dell’esercito, ha richiamato un numero considerevole di riservisti, fino a un massimo di tre divisioni, per un totale di circa 15.000 uomini.

Lo Stato maggiore, a causa della strenua resistenza della guerriglia Hezbollah, ha anche deciso d’intensificare i bombardamenti aerei in tutto il Libano del sud. In serata ha parlato il ministro israeliano della difesa. Amir Peretz ha assicurato che Hezbollah non potrà mai più ritornare alle sue postazioni. E poi in segno di sfida ha spiegato che l’offensiva in Libano è quello che spetta a chi osa sfidare Israele.

Ma nonostante i toni trionfali dei membri del governo e la messa in mostra delle bandiere di Hezbollah prese in Libano, sembra vacillare per la prima volta il mito dell’invincibilità dell’esercito israeliano. Dopo più di due settimane di guerra è più concreto il rischio di ritrovarsi impantanati in una guerriglia nei villaggi controllati dalla milizia sciita.

I nove uomini della brigada di paracadutisti uccisi mercoledì in un’imboscata a Bint Jbeil e i ventisette feriti hanno scioccato un Paese abituato a sentirsi invincibile. E le immagini dei funerali rischiano di far perdere ancora di più la fiducia.

Le nuove cifre della guerra parlano di 600 morti libanesi, in maggioranza civili, e di 51 israeliani 33 dei quali erano militari.