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La conferenza di Roma non chiede il cessate-il-fuoco immediato ma apre agli aiuti

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La conferenza di Roma non chiede il cessate-il-fuoco immediato ma apre agli aiuti

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La conferenza di Roma si è conclusa con l’affermarsi del punto di visto di vista statunitense e israeliano: No ad un cessate-il-fuoco senza condizioni e immediato, Sì all’impegno per negoziare una tregua che possa durare nel tempo. Se le violenze non cessano, si dà almeno il via all’assistenza umanitaria.

“Non è la prima crisi che ci troviamo a gestire c‘è la possibilità di trovare modi di aiutare attraverso corridoi umanitari”, ha detto il rappresentante europeo Javier Solana.

E la comunità internazionale si prepara già per il dopo conflitto: “E’ stato importante stabilire i corridoi umanitari – ha detto il cancelliere tedesco Angela Merkel – e decidere di sostenere la ricostruzione del Libano con una conferenza di donatori”.

Passato anche un accordo per dispiegare una forza di interposizione, non meglio specificata ma che sarà sotto il mandato dell’Onu. Sugli aiuti umanitari il premier israeliano Ehud Olmert è stato di parola: per la prima volta dall’inizio dei bombardamenti ieri tre aerei carichi di generi di prima necessità hanno potuto atterrare all’aeroporto internazionale di Beirut. E nella stessa Tiro sono giunti dieci camion dell’Onu.