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Diritti Umani: condanna per la Russia

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Diritti Umani: condanna per la Russia

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La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha condannato la Russia per la sparizione e la presunta morte nel 2000 di un combattente ceceno. Fatima Bazorkina, 68 anni, aveva accusato la Russia di aver violato il diritto alla vita di suo figlio, Hadzi-Murat Yandijev, di 25 anni.

La Corte di Strasburgo ha accertato anche la violazione dell’articolo 3 sulla proibizione della tortura e ha riconosciuto che pure la madre è stata vittima di un “trattamento inumano” da parte delle autorità russe, perché lasciata per anni senza notizie. Per i danni morali Mosca le dovrà pagare 35mila euro.

La madre aveva visto il figlio l’ultima volta in un filmato di una TV privata indipendente, che l’aveva ripreso durante un brutale interrogatorio il 2 febbraio del 2000. Il video si concludeva con un generale russo che ordinava ai suoi sottoposti di “finire” il prigioniero.

La sentenza potrebbe creare un importante precedente: alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo la metà dei 200 casi legati alla Cecenia riguardano infatti la scomparsa di guerriglieri islamici.

Mosca ha comunque 3 mesi per fare appello.