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Rice va nelle zone di conflitto ma non convince i libanesi

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Rice va nelle zone di conflitto ma non convince i libanesi

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In Libano e poi in Israele: il segretario di stato americano Condoleeza Rice si è recata ieri a sorpresa nei due paesi del conflitto per sondare il terreno in vista di un possibile cessate-il-fuoco. Confermando la linea di Washington, che finora non si è aggiunto a quanti chiedono una tregua immediata e incondizionata, Rice ha precisato di star negoziando per un “cessate-il-fuoco sostenibile”.

“Sono tempi difficili per i libanesi, come per i palestinesi – ha detto Rice – Se qualcosa abbiamo imparato, di sicuro è che la pace deve basarsi su principi duraturi e non su soluzioni temporanee. Discuteremo su come ottenere una fine della violenza”.

A riceverla, a Gerusalemme, è stata per prima il ministro degli esteri israeliano Tzipi Livni, che si è lamentata: “Gli obiettivi di Hezbollah sono: incendiare la regione e dettar legge nella questione israelo-palestinese”.

E proprio a Gerusalemme, decine di pacifisti hanno manifestato accusando il governo dello stato ebraico di crimini di guerra e di opprimere i palestinesi.

A Beirut, ore prima, Rice aveva discusso per due ore con il primo ministro libanese Fouad Siniora. Più
breve ma più importante l’incontro con il mediatore riconosciuto da Hezbollah, il presidente del parlamento Nabih Berri. Il quale, però, avrebbe già rigettato le condizioni poste dal capo della diplomazia americana: cioè rilasciare i due militari israeliani in ostaggio, far retrocedere la guerriglia e accettare una forza internazionale nella zona di confine.