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Primi spiragli diplomatici in attesa di Roma

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Primi spiragli diplomatici in attesa di Roma

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Giornata cruciale per la diplomazia internazionale, al lavoro per una soluzione di pace in Medio Oriente. Mentre ministri europei sono in Israele per incontri al vertice, la Siria, sostenitrice di Hezbollah, si è dichiarata disponibile a un dialogo con gli Stati Uniti. Dal canto suo, il ministro israeliano della difesa si è detto favorevole al dispiegamento di una forza multinazionale nel sud del Libano.

Il segretario generale aggiunto dell’Onu per le questioni umanitarie Jan Egeland ha incontrato il premier libanese Fuad Siniora dopo essere stato in Israele e aver chiesto l’apertura di un corridoio umanitario. Ad Haifa, il viceministro britannico degli esteri Kim Howells ha illustrato la posizione del suo governo, che non ha chiesto il cessate il fuoco ma ha criticato la forza con cui Israele ha reagito alle azioni di Hezbollah.

“Se ci sono tante vittime civili, come sta avvenendo in Libano – ha detto -, ci saranno anche gravi conseguenze politiche. Quindi suggeriamo ai nostri amici israeliani di riflettere e considerare l’impatto che il conflitto avrà in tutto il mondo”.
Il segretario di stato americano Condoleezza Rice sarà nella regione lunedì mattina. La comunità internazionale guarda alla riunione di mercoledì prossimo a Roma come l’occasione per prendere le prime decisioni concrete verso la fine delle ostilità in Libano.