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Esodo di civili nel sud del Libano, per fuggire ai raid israeliani

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Esodo di civili nel sud del Libano, per fuggire ai raid israeliani

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Una fila di macchine procede con difficoltà su strade sterrate. Dai finestrini, la gente sventola bandiere bianche, per segnalare all’aeronautica israeliana che a bordo ci sono solo civili. Sono almeno 500 mila, secondo le stime dell’Onu, i libanesi che hanno lasciato le loro case nel sud del paese per sfuggire alle bombe.

Israele li aveva avvertiti: chi non se ne va, rimane a suo rischio e pericolo. E allora si sono messi per strada. Chi può in macchina. Gli altri a piedi, oppure in autobus. Da Sidona, vicino al confine meridionale, o da Tiro, bersaglio di pesanti bombardamenti, gli sfollati puntano verso nord. Cercano di arrivare a Beirut, o di passare in Siria. Ma muoversi in Libano è diventato difficile: strade interrotte, ponti fatti a pezzi. Si rischia di rimanere bloccati per un’intera giornata senza acqua né cibo.

E soprattutto, il viaggio è pericolosissimo. Un autobus è stato centrato dall’artiglieria israeliana a 15 chilometri dal confine. Tre persone sono morte. A Tiro, è stata colpita una vettura con a bordo un’intera familia. Un bambino di appena un anno e l’altro di nove sono ricoverati in ospedale con ustioni. Insieme ai genitori, stavano tentando di fuggire in un posto più sicuro.